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“Adolescenza e Violenza. Il bullismo omofobico come formazione della maschilità” di Giuseppe Burgio

Editore Mimesis

La letteratura scientifica sul bullismo, sia quella italiana sia quella straniera, si limita a una trattazione generale del fenomeno, senza analizzare le variabili rappresentate dalle caratteristiche delle vittime. Questo libro si concentra invece sulla costruzione sociale e relazionale del bullismo omofobico al fine di individuare possibili spiegazioni di come esso nasca e perché. L’autore studia i legami tra genere maschile, orientamento sessuale e violenza in adolescenza, sulla base dell’ipotesi – assolutamente innovativa che il bullismo omofobico possa costituire in adolescenza una tappa della costruzione della maschilità e che alcuni ragazzi ricavino un “vantaggio” dall’esercitato. Il bullismo omofobico emerge quindi come un modo per produrre (e sottolineare) la differenza tra eterosessuali e omosessuali in quel periodo nodale nella costruzione dell’identità sessuale che è l’adolescenza. La violenza si mostra allora come performance utilizzata per affrontare i compiti di sviluppo connessi all’identità maschile, come manifestazione di genere, come uno dei modi per costruire e mettere in scena la virilità. È possibile – conclude Burgio – che la rottura del legame tra violenza e maschilità possa ricodificare la virilità a livello simbolico, e far sorgere «una maschilità che non si vergogni di riconoscere come proprie anche la cura, la relazionalità, la mitezza». Per far questo occorre ripensare il maschile, fornire ai ragazzi modelli diversi e articolati, far comprendere che per diventare adulti bisogna necessariamente «attraversare» la condizione di sentirsi «confusi e smarriti», che è ben più fertile del mascherarsi dietro corazze, violenze, stereotipi. Occorre una nuova educazione alla maschilità, i cui primi «discepoli» saranno i maschi già adulti.