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In classe

Imparare a mettersi nei panni dell’altro,a ridurre la distanza psicologica con chi si ritiene diverso, a prendere coscienza dei luoghi comuni e degli stereotipi aiuta a cogliere l’altro come persona, a rendere più difficile comportamenti di discriminazione nei confronti delle persone portatrici di diversità, che queste siano di provenienza geografica, di lingua o costumi o religione, di disabilità o di orientamento sessuale e ad abbassare il livello di aggressività.
In periodo adolescenziale è molto importante nella costruzione della propria immagine pubblica e privata. Il livello di accettazione da parte degli altri percepito è di fondamentale importanza per un sano sviluppo della personalità e per lo sviluppo del senso di sé e del proprio valore.
L’uso di un linguaggio offensivo, ma anche il silenzio su certi argomenti, lascia trasparire sentimenti di imbarazzo, giudizio negativo o condanna che ostacolano una buona costruzione di sé e l’autostima negli adolescenti che stanno interrogandosi su chi sono, cosa saranno e come si realizzeranno.
Per i giovani maschi poi l’uso di un linguaggio offensivo nei confronti delle persone omosessuali così come la caricatura di atteggiamenti omosessuali stereotipati aiuta ad affermare la propria virilità sia a se stessi che agli altri. Purtroppo però non si rendono conto che queste stesse parole e atteggiamenti, che per loro sono semplici scherzi, mandano un messaggio di indesiderabilità ai compagni che in quel momento stanno invece interrogandosi sul loro orientamento sessuale.
Il compito dell’insegnante sarà allora quello di dare visibilità e legittimità all’essere omosessuale sottolineando che non è una scelta, né una malattia, né contro natura o perversione, e che la virilità e la femminilità non centrano assolutamente con l’essere gay o lesbiche.
E’ importante ricordarsi che ipoteticamente in ogni classe di 20 ragazzi 1/2 potrebbe essere omosessuale o potrebbe essere nella fase in cui sta interrogandosi sul suo orientamento sessuale e generalmente il sentimento di essere sbagliato e l’unico sulla faccia della terra è molto comune a questa età. Sentire nominare l’omosessualità in termini di accettazione e normalità può aiutarli a sentirsi meno soli, meno oggetto di discriminazione e quindi meno diversi.
Anche per i compagni è importante sentir parlare di omosessualità in termini di normalità e accettazione: se una cosa è normale smette di essere motivo di scherzo o offesa.
Tutte le materie sono potenzialmente coinvolte col tema dell’omosessualità: letteratura, geografia,storia,diritto, educazione musicale e artistica, scienze, educazione alla cittadinanza. Tacere che un artista, o uno scrittore fosse omosessuale equivale a dire che di questa cosa non bisogna parlarne e se non bisogna parlarne significa che essere omosessuale è sbagliato.
Oltre che inserire l’omosessualità come fatto normale nelle varie materie di studio si può affrontare più approfonditamente l’argomento magari quando si parla di educazione affettiva e sessuale, di diritti e di scienze.
Inoltre è compito degli insegnanti più sensibili all’argomento, educare colleghi e personale non docente a prevenire atteggiamenti discriminatori o offensivi e ad essere più empatici.