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Minority

Minority stress

«Minority stress» è il nome che la psichiatria americana dà al disagio psichico che deriva dalla discriminazione e dalla stigmatizzazione sociale di una minoranza.
Nello sviluppo psicologico, il riconoscimento sociale ha grande importanza.
Lo sviluppo psicologico della maggior parte delle persone omosessuali è segnato da una dimensione di stress continuativo, macro e micro traumatico, conseguenza di ambienti ostili o indifferenti, episodi di stigmatizzazione, casi di violenza.
Si compone di tre dimensioni:
1) omofobia interiorizzata: atteggiamento negativo e conflittuale che la persona omosessuale ha verso le proprie fantasie e desideri omoerotici.
2) stigma percepito: percezione del rifiuto sociale, paura di essere identificato come gay o lesbica
3) esperienze vissute di discriminazione e violenza con caratteristiche traumatiche acute ( per esempio: licenziamento perché omosessuale) o croniche ( essere ripetutamente chiamato finocchio dai compagni)
Correlazione significativa tra le dimensioni del Minority steress e cinque indicatori di disagio psicologico:
1) sintomi depressivi
2) senso di colpa
3) problemi sessuali
4) approcci distorti e iperemotivi all’epidemia di AIDS
5) pensieri o tentativi di suicidio
Quando la dimensione di discriminazione attiva e violenta presente nel Minority stress riguarda l’infanzia e l’adolescenza parliamo di bullismo omofobico. I rischi legati al bullismo omofobico possono essere di natura diversa: comportamenti di ritiro come l’abbandono scolastico, l’autoemarginazione e l’isolamento, alterazioni nella sfera affettivo-relazionale, problemi psicosomatici, depressione, ansia, insonnia, uso di sostanze, comportamenti autodistruttivi fino al suicidio, tentativi esacerbati a tenere nascosta la propria omosessualità con la conseguenza di una dolorosa discrepanza tra identità pubblica e privata e quindi di sentimenti di inautenticità che investe sia gli ambiti sociali, che emozionali, che cognitivi.
Un ambiente socio- culturale indifferente o addirittura collusivo ha un impatto affettivo molto forte sulla vittima che a volte trascende l’evento di bullismo in sé. Porsi in una posizione di ascolto nei confronti della vittima senza prendere provvedimenti educativi e ambientali a tutela dell’adolescente traumatizzato è assolutamente insufficiente.