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Suggerimenti

1) Rassicurate i genitori che se il figlio/a è omosessuale non è per colpa loro e che l’orientamento sessuale è una componente dell’identità sessuale stabile e che quindi non può essere modificata.
2) Far capire alle famiglie che il figlio/a non ha scelto il suo orientamento sessuale, non può cambiarlo in nessun modo e non è neppure malato. Semplicemente appartiene ad una minoranza che ama persone del suo stesso sesso. E basta.
3) Tra tutti, quello che più ha sofferto è lui/lei e che sino a quel momento ha sofferto in totale solitudine. Aiutate le famiglie a schierarsi dalla parte del ragazzo/a e invitatele a confermare il loro amore nei confronti di un figlio/a che è sempre quello di prima.
4) L’amore omosessuale ha pari dignità d’esistere degli amori eterosessuali e come gli amori eterosessuali richiedono visibilità, spazio, confidenze e parole, quindi invitate i genitori a non fare finta di niente, ma di esplorare anche col dialogo il mondo affettivo del figlio/a. E’ importante appoggiare il figlio/a e sostenetelo nella costruzione di una relazione stabile e duratura.
5) Ricordate ai genitori che la felicità o infelicità del figlio/a non dipende dal suo orientamento sessuale, ma dall’ambiente famigliare e sociale che lo circonda. Se vogliono la sua felicità è li che devono agire.
6) Aiutate i genitori a non vergognarsi del figlio/a o del fatto che possano essere giudicati una famiglia “sbagliata”. Non è stando nascosti che la vita potrebbe essere più facile. Come ha fatto il figlio/a che ha dichiarato la propria omosessualità così dovrà fare anche la famiglia, almeno in alcuni ambiti e ambienti.
7) Esistono molte altre famiglie di persone omosessuali e frequentare altri genitori che hanno vissuto le stesse esperienze può aiutare moltissimo a ritrovare quell’equilibrio che sembra essere perduto. Suggerite di contattare l’AGEDO.
8) Invitate i genitori a lavorare per una famiglia unita dove tutti i figli/e i loro amori possano gioire della compagnia reciproca. Non devono permettere agli altri figli di assumere un atteggiamento di rifiuto od ostilità nei confronti dell’omosessualità del fratello/sorella: un membro della famiglia si trova in una posizione più difficile non per sua scelta, colpa o malattia e la famiglia deve fare quadrato intorno a lui e proteggerlo.
9) Permettano ai figli/e di frequentare ambienti gay friendly: i ragazzi/e hanno bisogno di capire che non sono gli unici sulla faccia della terra, che gli omosessuali non sono dei mostri alieni, che le modalità relazionali tra omosessuali possono anche differire dalle modalità alle quali erano abituati in un ambiente etero e magari anche trovare un compagno o una compagna. Se temono che questi siano luoghi di perdizione non è essere gay o etero che cambia il consumo di sesso occasionale, ma il tipo di educazione e di valori acquisiti.
10) Suggerite di aprire la casa agli amici omosessuali del figlio/a. Questo per diversi motivi: I) almeno in casa il figlio/a potrà esprimersi ed essere felice nelle sue relazioni. II) Permette di conoscere altri ragazzi e ragazze omosessuali e capire così che sono ragazzi normalissimi. III) Avranno modo di conoscere chi frequenta.