Questo sito utilizza i cookies e le variabili di sessione per migliorare la tua esperienza di navigazione offrendoti un servizio personalizzato. La navigazione sul nostro sito ne comporta l'automatica accettazione. Per ottenere ulteriori informazioni, ti invitiamo a prendere visione della nostra Cookie Policy.

Gio 18 anni

Devo dire che io ho sempre pensato di essere gay. Per me, è successo poco dopo erano venuti in classe i ragazzi dell’A.ge.d.o. in 3^ superiore. E’ successo poco dopo perchè ho avuto la mente più aperta, una sorta di “illuminazione”. Da li ho capito cosa volevo e che cosa sono. Per quanto riguarda in famiglia, ho cercato di andarci con cautela. Prima di tutto, a mia madre gliel’ho fatto sapere lasciando “per sbaglio” il volantino dell’Arcigay sulla scrivania, lei l’ha visto e quando sono rientrato in casa ci siamo messi a parlare. Le uniche cose che mi ha detto sono state: “Mi raccomando, usa sempre il preservativo” e “quindi non avrò dei nipoti?”. Dopo circa un anno l’ho detto a mio papà. Ricordo benissimo che i 20 minuti di silenzio successivi sono stati i minuti più lunghi della mia vita. E poi mia sorella, ma lei lo sapeva già. Tutti l’hanno presa bene però da quel momento non se n’è più parlato in famiglia. L’unica ansia è stata quella di non essere accettato, che poi si è rivelata inconcreta.
Il ruolo dell’A.ge.d.o. è stato parziale ma incisivo, perchè da quel momento ho capito chi ero. Ora mi sento molto più libero di essere ciò che sono, in casa e con i miei amici (ovviamente lo sanno solo chi lo deve sapere, il parere degli altri non mi importa).
Io mi ritengo fortunato ad avere parenti e amici che mi accettano, perchè noto molti casi in cui i genitori rinnegano i figli, li lasciano alla porta, li mandano via etc. e spero che molti abbiamo la
mia stessa fortuna.