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Mamma Rita

Essendo stata educata al rispetto di  ogni persona, al di la dei pregiudizi che si possono avere, quando ho scoperto l’omosessualità di mio figlio è stato avere una conferma di quello che sentivo dentro da molto tempo, anzi siccome il ragazzo da un po’ di tempo era scontroso, ho persino pensato che si drogasse, per cui è stata anche una liberazione. Aveva solo 15 anni ma era così sicuro di sé e mi è spiaciuto moltissimo che il suo percorso di riconoscimento l’abbia dovuto affrontare da solo. L’ho guardato negli occhi e ho pensato “questo è mio figlio”, null’altro contava e conta se non la sua felicità. Per mio marito è stato più difficile poiché non riusciva a non pensare all’atto sessuale, ma col tempo è riuscito a superare questo scoglio, ed ora quando capita che porti a casa il suo ragazzo non ha problemi a fargli dividere la stessa camera, alle sorelle che lui fosse etero o gay non importava.

L’unica nonna rimasta al mondo è mia suocera, di origine toscana, che è venuta a conoscenza dell’omosessualità del nipote attraverso il giornale locale. Si era organizzata una fiaccolata a sostegno delle vittime dell’omofobia e sono apparsa sul quotidiano della mia città, ci è rimasta male in quanto, tutti i familiari erano a conoscenza dell’orientamento sessuale di mio figlio, tranne lei. Le abbiamo spiegato che era stata un scelta di mio figlio per proteggerla, non voleva che si preoccupasse per lui, ai suoi occhi non era cambiato niente. Ad una nonna reticente direi “guarda tuo nipote negli occhi e dimmi cosa è cambiato”.  Non sottovalutiamo le persone anziane sono quelle che avendo passato la guerra e la fame e magari la povertà, hanno meno pregiudizi rispetto ai genitori di questi ragazzi.

Con amici e conoscenti penso sia importante vivere l’omosessualità del figlio visibilmente, naturalmente, questo fa capire alle persone che ci attorniano quanto siano sbagliati i pregiudizi della nostra società; cercare di far capire loro che non è una scelta (o una malattia o una perversione). In fin dei conti un etero non è che a un certo punto della sua vita decide di esserlo: la sessualità non è una sfera che possiamo manovrare noi ma che ci arriva dal nostro inconscio. A livello nazionale ci sono varie associazioni a cui si può dare il proprio contributo affinché si possa fare informazione a tutti i livelli e cercare di sensibilizzare anche i politici per una legge che tuteli i nostri figli e per riconoscergli quei diritti che ancora non hanno. Agedo è una di queste associazioni.