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Stefano

Quando ho fatto il mio Coming out, in una fredda sera d’inverno a Fiuggi, ero pieno di paure e timori, ero stanco e confuso, su di me e sulla mia vita…
Temevo che i miei affetti più cari mi avrebbero lasciato solo ed ero talmente schiavo di interiorizzati pregiudizi sociali da non riuscire a guardarmi allo specchio.
Sono passati più di 7 anni e oggi sono una persona serena. Se penso a questo vostro primo incontro, a Ragusa (laggiù nel profondo sud da cui ero scappato) non riesco a trattenere l’emozione, quanti passi abbiamo fatto da allora…
Ma se oggi sono qui a scrivervi a testa alta lo devo soprattutto a persone come voi, che mi hanno aiutato a crescere e a recuperare la cosa più importante nella vita:il rispetto profondo per la propria dignità personale, la volontà di liberarsi dalle catene invisibili che ci rendono schiavi.
Devo ringraziare innanzitutto mia madre che non mi ha mai lasciato solo in questo cammino e con la sua straordinaria forza è sempre rimasta al mio fianco ..ed è stato bellissimo ed emozionante camminare insieme e vederla con gli occhi fieri e carichi di speranza.
L’Agedo nasce dall’intento di unire persone diverse nella lotta contro la discriminazione e l’invisibilità sociale di intere comunità di individui: è uno scopo nobilissimo, soprattutto in un paese come il nostro, intriso di ipocrisia e pieno di inutili steccati.
Il cammino che state iniziando non sarà facile, potrete essere fraintesi, non capiti, a volte vi sentirete soli, ma non lo sarete mai. Perchè soltanto camminando insieme, gli uni accanto agli altri, possiamo costruire una nuova società civile, più giusta ed includente per tutti.
Abbiate la consapevolezza che il vostro impegno per abbattere il fantasma dell’Altro, di volta in volta costruito dal moralismo perbenista, dal razzismo e dalle mille fobie che ci terrorizzano, è un impegno indispensabile per tutti. Soltanto infatti costruendo un nuovo mondo libero, di diversi tra uguali, è possibile immaginare un futuro, forse l’unico possibile, per società come le nostre sempre più fluide e molteplici.
Vi voglio lasciare con le parole di un grande maestro della non violenza, Ghandi:”dobbiamo diventare il cambiamento che vogliamo vedere”. Ed è grazie a persone come voi che il cambiamento è e sarà sempre più possibile. Quindi grazie di cuore e vi auguro un percorso intenso e carico di emozioni e rinascite plurali.
Con tutto il mio affetto Stefano